mercoledì 7 ottobre 2009

Vili aggressioni a Napoli,Verona e Torino

CASA POUND ITALIA NON CEDE ALLE VOSTRE PROVOCAZIONI.
NAPOLI
Due ragazzi di CasaPound Napoli sono stati aggrediti in due tempi, nella mattinata del 7 ottobre, a piazza Garibaldi, da un gruppo di circa 40 persone impegnate in un corteo per i disoccupati.

I due studenti stavano attendendo il pullman per recarsi all'università, quando alle loro spalle un gruppo di manifestanti con le bandiere dei Carc davano inizio all'aggressione al grido di "fascisti", colpendoli ripetutamente con le bandiere e altri oggetti contundenti.
I due hanno cercato di defilarsi invano dall’aggressione, dal momento che un altro gruppo di manifestanti, questa volta con le bandiere degli Sll, hanno dato vita ad una seconda aggressione.
Gli aggrediti, associati a CasaPound Napoli, si sono fatti refertare al San Giovanni Bosco e sono stati dati 7 giorni di prognosi ad uno e 10 all’altro a cui è stata indicata la tac per i colpi ricevuti alla testa.

“E’ una vergogna la campagna denigratoria contro di noi, che sta avendo luogo nelle ultime settimane – afferma il responsabile di CasaPound Napoli, Giuseppe Savuto.
Le aggressioni fisiche e verbali che stiamo ricevendo e le azioni di cui siamo ingiustamente accusati, sono parte di un’azione congiunta tra istituzioni, disoccupati, centri sociali e collettivi studenteschi, tutti facenti parte delle frange estreme della sinistra napoletana, al fine di far sgomberare – prosegue Giuseppe Savuto – la scomoda occupazione non conforme che da tre settimane portiamo avanti nell’ex convento in Salita San Raffaele e di ostacolare i numerosi progetti della neonata associazione di promozione sociale ‘Hmo’.”

“Inoltre – continua Giuseppe Savuto – alla già folta lista di azioni contro di noi, vanno aggiunte le numerose manifestazioni di quest’ultimo periodo, indette dai soggetti sopra citati, che sono palesemente strumentalizzati in modo scellerato dall’assessore Corrado Gabriele per i suoi fini politici. Indice di questo comportamento è stato il rifiuto, giorni fa, della delegazione dei disoccupati ‘Autonomia per il Lavoro’, benché già vi fosse un appuntamento tra le parti, in quanto il movimento aveva mostrato solidarietà alla nostra occupazione, mentre i disoccupati della sua parte politica, manifestanti contro di noi, sono stati ricevuti con tutta benevolenza.
L’assessore al lavoro – conclude Savuto – col suo modo di agire sconsiderato e di parte, sta fomentando un clima di tensione giovanile che non si avvertiva dagli anni ’70: se ne assuma le responsabilità.”

VERONA
tratto da www.bloccoverona.splinder.com

Questa mattina tre aderenti alla nostra associazione erano fuori dall’istituto Maffei a promuovere l’incontro che si terrà questo Sabato (10 Ottobre) presso la nostra sede in Via Poloni 30 sul mondo della scuola. Al termine del volantinaggio un noto personaggio, che chiameremo Z.R. , appartenente al Collettivo Studentesco – Metropolis, che proprio lunedì aveva occupato gli uffici della provincia per fare pressioni sull’assessore all’edilizia scolastica per non farlo partecipare all’incontro, ha iniziato a inveire contro i tre ragazzi e a levare dalle mani di tutti gli studenti i volantini appena consegnati, accompagnando il tutto da ingiurie e minacce. Appena trovati altri due soci il militante del collettivo, facendosi forza del numero crescente, ha proseguito con le minacce e le ingiurie, avvicinandosi e iniziando a mirarle usando i nomi degli aderenti del Blocco Studentesco. Arrivati ad un faccia a faccia e’ stato proposto al Z.R. di partecipare all’incontro, sul tavolo dei relatori. Insieme alla risposta negativa dell’invito lo Z.R. appallottolava un volantino e lo tirava in faccia a chi gli aveva fatto la proposta. Da quel momento ne e’ nata una colluttazione tra i due. Z.R. usando in modo improprio il casco dello scooter ha colpito lo studente del Blocco al volto e da li anche gli altri ragazzi si sono messi in mezzo. All’arrivo di preside e vice preside lo Z.R. continuava a menar le mani e a sputare sui ragazzi del blocco studentesco senza che nessuno lo fermasse e “stranamente” questi fatti sono stati subito dimenticati dai presenti. All’arrivo dei carabinieri continuavano le minacce e i tentativi di contatto da parte di Z.R., proseguiti pure in ospedale dove erano a farsi refertare e non sono mancate le minacce in pieno stile da impuniti.
Questo e’ quello che è successo, nessuno vuole nascondere di esserci difesi, ma si vuole chiarire chi ha provocato.

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