giovedì 30 luglio 2009

CasaPound L'Aquila - Strage di Bologna: Ciavardini Innocente!

Uno striscione appeso lungo la SS260, a Marana, nell'Alto Aterno. E' questa l'azione dimostrativa che i militanti locali dell'associazione di promozione sociale CasaPound Italia hanno attuato nella notte del 29 Luglio, a pochi giorni dall'anniversario della strage di Bologna.
"Per la strage del 2 Agosto 1980 furono ingiustamente condannati tre innocenti. Uno di loro, Luigi Ciavardini, peraltro aquilano, - Dichiara il responsabile di CasaPound Italia L'Aquila Simone Laurenzi - sconta tuttora la condanna, nonostante le dichiarazioni di innocenza si siano levate da innumerevoli personaggi bipartisan della politica, della magistratura e del giornalismo, che hanno espresso dubbi su quella che appare chiaramente come una sentenza di copertura.
Un anno fa, - Prosegue Laurenzi - CasaPound Italia si appellava al nuovo governo affinchè venisse riaperto il processo e venisse finalmente fatta giustizia: giustizia per le 85 vittime e per i loro familiari, poichè i mandanti della strage non hanno mai pagato, e giustizia per il nostro concittadino che sconta una pena atroce per un reato che non ha mai commesso. Continueremo a urlarlo finchè non verranno rivelati i veri responsabili della strage: Ciavardini è innocente!"

Simone Laurenzi
Responsabile CasaPound Italia L'Aquila
www.piazzafontesecco.org
casapoundlaquila@yahoo.it
348 2936994

martedì 21 luglio 2009

Uscocchia: missione compiuta

ROMA: CASAPOUND LASCIA OCCUPAZIONE 'SCUOLA SOCIALÈ SULLA CASSIA
ANTONINI, MAI CENTRI SOCIALI E AFFINI IN QUESTO QUADRANTE
Roma, 21 lug. - (Adnkronos) - Si è conclusa l'occupazione della 'Scuola socialè da parte di Casapound Italia. Questa mattina infatti una cinquantina di militanti dell'associazione che fa capo a Gianluca Iannone avevano preso possesso dello stabile di proprietà della Provincia di Roma in via Cassia 472. Un'azione dimostrativa per «ricordare che l'emergenza abitativa è il problema principale di Roma» e per «difendere gli spazi sociali», denunciando il mancato coinvolgimento del territorio nelle scelte relative a eventuali spazi extralavorativi della 'scuola socialè. «L'occupazione - spiega il consigliere del XX Municipio Andrea Antonini - si è conclusa a seguito della dichiarata volontà da parte dell'assessore Smeriglio di incontrarsi con rappresentanti del XX Municipio per concordare l'ultizzo di spazi extralavorativi che si dovessero rendere disponibili. Al di là delle farneticanti dichiarazioni di chi ha fatto delle occupazioni il proprio 'bottinò elettorale e non, senza peraltro mai offrire una soluzione concreta al problema dell'emergenza abitativa, al presidente della Provincia consegnamo questo chiaro messaggio: questo quadrante di Roma non acceterà mai la presenza di centri sociali e affini, qualunque sia la forma sotto cui si mascherano». (Zla/Zn/Adnkronos) 21-LUG-09 17:34 NNN
FINE DISPACCIO

Uscocchia, sale la bile agli zombi politici

CASA:PECIOLA,MALDESTRA AZIONE DI CASAPOUND CONTRO LAVORATORI
(ANSA) - ROMA, 21 LUG - »L'occupazione di stamani da parte di Casapound di uno stabile della Provincia mi sembra un'iniziativa maldestra e del tutto singolare«. Lo afferma in una nota il consigliere provinciale di Sinistra e Libertà e coordinatore del Gruppo Federato della Sinistra in Provincia, Gianluca Peciola. »La 'Scuola del Socialè, attiva nello stabile - aggiunge - svolge un importante e innovativo servizio pubblico per i cittadini: non si era mai vista un'occupazione di immobili per scopi abitativi, ospitanti servizi pubblici attivi rivolti alla cittadinanza. Mettersi contro ai lavoratori è qualcosa di aberrante, e del tutto estraneo ai movimenti di lotta per la casa. Faccio richiamo al buon senso e auspico un immediato abbandono dello stabile da parte degli occupanti. Dobbiamo preoccuparci - si chiede infine Peciola - che questa singolare azione apra una nuova stagione di occupazioni da parte dell'organizzazione neofascista di asili nido, Asl e servizi sociali?«. (ANSA). COM-TAG 21-LUG-09 12:18

CASAPOUND, PECIOLA: «MALDESTRA INIZIATIVA»
(OMNIROMA) Roma, 21 lug - «L'occupazione di questa mattina da parte di Casapound di uno stabile della Provincia mi sembra un'iniziativa maldestra e del tutto singolare. All'interno di quello stabile è attiva la 'Scuola del Socialè, che svolge un importante e innovativo servizio pubblico per i cittadini: non si era mai vista un'occupazione di immobili per scopi abitativi, ospitanti servizi pubblici attivi rivolti alla cittadinanza. Mettersi contro ai lavoratori è qualcosa di aberrante, e del tutto estraneo ai movimenti di lotta per la casa. Faccio richiamo al buon senso e auspico un immediato abbandono dello stabile da parte degli occupanti. Dobbiamo preoccuparci che questa singolare azione apra una nuova stagione di occupazioni da parte dell'organizzazione neofascista di asili nido, Asl e servizi sociali?». A dichiararlo, in una nota, è Gianluca Peciola, consigliere provinciale di Sinistra e Libertà e coordinatore del Gruppo Federato della Sinistra in Provincia.


Per chi non se lo ricordasse, il signor Peciola è quello che a Piazza Navona guidò l'attacco nei confronti dei trenta manifestanti del Blocco Studentesco da parte di quattrocento militanti dei centri sociali. Nei video-verità degli scontri, viene ripresa un'autorità della Questura di Roma discutere animatamente con l'esponente di Sinistra e Libertà: "Peciola, avete caricato! Avete caricato, e tu in testa a tutti!"
Gianluca Peciola, 38 anni, indagato quale leader del gruppo di assalitori, insieme tra gli altri a Yassir Goretz di Rifondazione, 34 anni, Daniele D'Ambra di Sinistra Critica, 28 anni. Tra gli assaliti del Blocco Studentesco, l'età va dai 18 ai 24 anni. Che ci facevano questi anzianotti in una manifestazione studentesca? Semplice: cercavano mafiosamente di renderla cosa loro, e non vedevano certo di buon occhio la partecipazione del Blocco.
Caro Gianluca, non accettiamo lezioni politiche da chi ha avuto lo stomaco di trasformare una protesta generazionale e trasversale in uno scontro ideologico. Non accettiamo lezioni politiche da chi a quasi quarant'anni e con un incarico presso il comune di Roma guida quattrocento persone all'attacco di trenta studenti. A questo gioco sporco, che ovviamente a voi fa molto comodo visto che vi rimane poco e niente, noi non ci stiamo. Continueremo a combattere per quello in cui crediamo, come il dirittà alla proprietà della casa.
E tu, Peciola, aripijate.

CasaPound Italia occupa stabile in Via Cassia 472, è (ri)nata Uscocchia

ROMA: CASAPOUND, OCCUPATO STABILE PROVINCIA CONTRO EMERGENZA ABITATIVA
'disconosciamo il tavolo col Campidoglio'
Roma, 21 lug. - (Adnkronos) - "Abbiamo occupato lo stabile di proprietà della Provincia di via Cassia 472, che il 4 giugno scorso era stato assegnato da Zingaretti all'assessore Smeriglio. Un regalo bello e buono a cooperative di amici e centri sociali, che grazie alla fantomatica definizione di 'Scuola Sociale' riescono a ottenere fondi europei. Con questa occupazione vogliamo ricordare che l'emergenza abitativa è il problema principale di Roma e chiediamo che questo stabile, sia assegnato a scopo abitativo a delle famiglie in difficoltà". Lo dichiara in una nota Simone Di Stefano, vicepresidente nazionale di Casapound Italia."Nessuna istituzione locale - aggiunge Di Stefano - si interessa a questa drammatica situazione. Disconosciamo il tavolo sull'emergenza abitativa col Campidoglio, rimasto sempre e solo virtuale a causa della latitanza di Alemanno e non per colpa nostra. Da oggi inauguriamo una nuova stagione di lotta e di occupazioni"."In un periodo - conclude il vicepresidente di Casapound - in cui istituzioni come la Regione Lazio, hanno varato un 'Piano Casa' che sa molto di truffa bancaria ai danni dei cittadini, dove si fanno costruire alloggi sociali ai privati e si prosegue a incastrare le famiglie con i mutui bancari, noi ribadiamo che l'unica soluzione è il Mutuo Sociale. Ovvero un mutuo che non passi per le banche e che non superi un quinto delle entrate della famiglia, affermando il principio del diritto alla proprietà della casa".
(Zla/Gs/Adnkronos)


ROMA: ANTONINI (LA DESTRA), SOLIDARIETA' A CASAPOUND PER OCCUPAZIONE STABILE PROVINCIA

Roma, 21 lug. (Adnkronos) - "Esprimo tutta la mia solidarietà a Casapound Italia e la mia vicinanza alle famiglie in emergenza abitativa, che questa mattina hanno occupato lo stabile di via Cassia 472. Un posto che il 4 giugno scorso il presidente della Provincia, Nicola Zingaretti, ha assegnato all'assessore Smeriglio e ai suoi amichetti di cooperative rosse e centri sociali". Lo ha detto il capogruppo della Destra al XX Municipio di Roma, Andrea Antonini."Per l'assegnazione dello stabile non c'è stato nessun bando - spiega Antonini - ma è stato preso e regalato, sfruttando anche i fondi europei. Inoltre il XX Municipio non è stato nemmeno interpellato riguardo una decisione che influisce significativamente sulle dinamiche del territorio di propria competenza"."Un' assegnazione - conclude il vicecapogruppo della Destra - che non fa i conti con le carenze strutturali cittadine e del XX Municipio, con la mancanza di asili nido, case e strutture per disabili. Una maniera bella e buona per regalare il patrimonio pubblico alle cooperative di amici". (Zla//Adnkronos)


ROMA: ANTONINI, SU GESTIONE 'SCUOLA SOCIALE' PROVINCIA SI CONFRONTI CON COMUNE E MUNICIPIO
''la presenza di centri sociali in questo quadrante non sarà ben accetta''
Roma, 21 lug. (Adnkronos) - ''Se ci saranno spazi extralavorativi da gestire, la Provincia dovrà confrontarsi con il Comune e il XX Municipio per sentire quali siano le esigenze del territorio''. Lo afferma Andrea Antonini, consigliere del gruppo misto in XX Municipio, in merito alla 'Scuola sociale', lo stabile di via Cassia 472 di proprietà della Provincia occupato questa mattina da Casapound.Antonini riferisce che l'assessore provinciale al Lavoro, Massimiliano Smeriglio, ''ha fatto sapere che vuole incontrare gli occupanti per capire i motivi protesta''. ''A Smeriglio - spiega il consigliere - verrà chiesto che uno spazio pubblico, come è appunto quello di via Cassia, non sia utilizzato per favorire i centri sociali e le cooperative di una certa parte politica. In passato l'assessore ha detto che quello spazio verrà utilizzato in orario extralavorativo per organizzare eventi, ma - sottolinea Antonini - se ci saranno spazi extralavorativi da gestire, la Provincia dovrà confrontarsi con Comune e Municipio per sentire quali siano le esigenze del territorio. La presenza di centri sociali in questo quadrante non sarà bene accetta''.Oltre ad Antonini, hanno incontrato gli occupanti di via Cassia il Vice Presidente del XX Municipio, Marco Perina, l'assessore municipale ai Lavori pubblici Stefano Erbaggi e il consigliere del Pdl Giorgio Mori, mentre dal Campidoglio, oltre al capo della segreteria del sindaco Gianni Alemanno, Antonio Lucarelli, sono arrivati i consiglieri del Pdl Luca Gramazio e Ugo Cassone.
(Zla/Col/Adnkronos)


CASAPOUND, MORI (PDL):PROVINCIA DEVE CONCERTARE SCELTE CON MUNICIPI
(OMNIROMA) Roma, 21 lug - «È inammissibile che la Provincia di Roma abbia previsto attività simili come quella della cosiddetta Scuola del Sociale, affidandola ad associazioni di amici e compagni, senza alcun confronto preventivo con il Municipio e con le altre realtà territoriali. Tali situazioni hanno generato forme di esasperazione eclatanti come quella dell'occupazione da parte di Casapound dell'edificio in Via Cassia 472 e che inducono il cittadino a non capire quali siano i reali intendimenti dell'amministrazione in tali materia. La sinistra romana continua a dimostrarsi egoista, individualista e poco attenta alle reali necessità dei romani e questo fatto risulta ancor più grave dal momento che si tratta di scelte attinenti al sociale, vale a dire il settore a garanzia delle fasce più deboli della popolazione. È necessaria dunque l'apertura, in situazioni analoghe, di un tavolo di discussione per definire l'uso delle sedi e dei locali destinati alle attività di rilievo sociale». Lo ha dichiarato, in una nota, il Presidente della Commissione Politiche Sociali, in XX Municipio, Giorgio Mori.



Tutti gli italiani avranno una casa!
Mutuo Sociale subito!

lunedì 20 luglio 2009

Online il sito del Gruppo Escursionistico Montano

E' stato lanciato da CasaPound Italia il sito della Muvra, il gruppo escursionistico legato al circuito sportivo di CasaPound Italia. Il gruppo si compone di nuclei territoriali, attualmente sono coperti il Trentino, l'Alto Adige, il Piemonte, il Lazio e l'Abruzzo, dove ha sede la direzione nazionale. Sul sito è anche possibile acquistare le prime magliette prodotte: consultare la sezione "Materiale".

http://www.lamuvra.org

venerdì 10 luglio 2009

Se li prende per culo pure Repubblica...

Migliaia di partecipanti alla protesta anti globalizzazione
Pochi gli aquilani. Tensione quando il corteo arriva in centro
No global all'Aquila, no incidenti
"Siamo tutti dei terremotati"
dal nostro inviato PAOLO G. BRERA

No global all'Aquila, no incidenti "Siamo tutti dei terremotati"
L'AQUILA - Due ore e mezza sotto il solleone in marcia sulla statale 17, tra i campi di fieno della campagna aquilana; poi la ripida ascesa alla Villa, nel cuore della città, e il gran finale con scampoli di tensione, esplosa all'improvviso quando un manipolo di teste calde italiane e straniere ha provato a sfidare il cordone di polizia che controllava l'accesso al Centro storico devastato del capoluogo abruzzese. I primi calano sul viso sciarpe e maglioncini, pronti a dare battaglia; gli agenti indossano all'istante i caschi, preparando la carica. La tensione sale a mille, e si scarica in un gran balzo generale di venti metri all'indietro. Dopo un po' ci riprovano lanciando bottigliette d'acqua contro poliziotti e telecamere. Stop, fine.

I manifestanti sono alcune migliaia, vengono soprattutto dal centro sud. In mille da Roma, con una carovana di una dozzina di pullman e le auto private. Altri cinque pullman, dicono gli organizzatori, sono arrivati da Napoli, un paio dalla Sicilia. E ce n'é uno con i ragazzi di un centro sociale di Firenze, e poi almeno un centinaio di auto e qualche altro singolo pullman. Il cuore del corteo sono le centinaia di bandiere rosse dei sindacati di base e delle varie anime della sinistra comunista, il clima è sereno nonostante sia evidente che tra i manifestanti ci siano anche le anime torride che hanno infocato il clima in tutti questi giorni di proteste nelle città italiane.
Il ritrovo è la stazione di Paganica, una delle frazioni devastate dal sisma. Arriva la notizia che i ragazzi arrestati nei giorni scorsi sono stati liberati, ciò che manifestanti chiedevano ossessivamente nei canti e negli slogan. Il premio non poteva essere migliore.

Si parte alle 14, con siparietto artistico: una performance con quattro "santi" in preghiera per le disgrazie malavitose della Campania. Poi via per sei chilometri di marcia sulla statale che costeggia la zona industriale, praticamente deserta, sfilando infine davanti alla tendopoli di Bazzano. "Già ne abbiamo tanti, di problemi, speriamo stiano calmi e non creino guai", sospira Bernardino, 58 anni, pensionato Carispac. Bernardino compreso, ci sono solo una mezza dozzina di adulti a osservare il passaggio del corteo. "Hanno ragione a protestare", dice però Vittoria, seduta su una sedia al bordo della strada: "Siamo qui da tre mesi, abbiamo la casa distrutta e le condizioni in questi campi non sono umane. Io non lavoro, mio marito è autonomo e non guadagna nulla da tre mesi, non ho un euro e per chiedere un dentifricio c'è tanta burocrazia che sembra ti facciano l'elemosina". Tant'è, i ragazzi del corteo ci provano inutilmente, a coinvolgere gli sfollati: li chiamano coi loro canti, ma sono parole al vento.

Più oltre, il corteo passa davanti alle nuove piattaforme antisismiche di una delle cittadelle progettate per ospitare gli sfollati. Si temeva un assalto al cantiere, ma il clima si mantiene molto soft. "Mancano le protezioni contro le cadute", si limita a urlare a squarciagola un edile dei sindacati di base facendo sorridere la fila di operai fermi a osservare il passaggio.

Al megafono, Bobo dei Cobas di Bari chiama la tarantella, e qualcuno lì dietro balla e canta. Di tanto in tanto, sotto il sole che avvampa e sfianca, qualcuno prende il megafono e canta che "la rivoluzione ci sarà", o urla che "la lotta sarà sempre più dura". Un'altra voce avverte che "nonostante le str... che sono state dette su questa manifestazione siamo qui contro la globalizzazione che sta distruggendo il mondo", e un'altra ancora arringa i campi deserti e i colleghi di passo spiegando che c'è "un terremoto economico e sociale, siamo tutti terremotati".

Come una tappa severa del Giro d'Italia, dopo la lunga pianura affrontata con ottimo piede si comincia la gran salita che porta alla Villa, dove i manifestanti venuti all'Aquila per la prima volta dopo il terremoto vedranno le prime uniche macerie della città devastata. Il corteo passa per il viale centrale, i ragazzi osservano una palazzina sventrata e l'emozione è grande: scattano decine di foto, impressionati. Lì accanto, nella strada parallela, edifici interamente crollati hanno portato via un'infinità di vite, ma quel piccolo cumulo di macerie incontrate è già più che sufficiente a stringere lo stomaco.

Per questo nessuno si aspetta che ci sia ancora una coda velenosa, nel corteo anti G8. La lunga salita, le immagini di un dolore che si percepisce subito immenso... la marcia finisce però davanti al cordone di polizia che impedisce l'accesso al tempio della città vecchia sventrata. Un gruppetto di ragazzi con la voglia di fracassare qualcosa c'è ancora: è composto da italiani e stranieri in pari numero e si ritrova dietro le insegne "Smash G8". "Servi, servi!", urlano alla polizia. La tensione dura solo il tempo di indossare i caschi e accennare alla carica. "Compagni, è una provocazione. Non accettatela - implora il megafono - i pullman sono pronti, cominciamo il rientro".

(10 luglio 2009)


http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/esteri/g8-vertice-6/corteo-aquila/corteo-aquila.html

mercoledì 8 luglio 2009

L'Aquila: parte il circo: global, no global, alter global. Avanti i nani, le ballerine e le foche

L'Aquila: inizia il circo.
Si chiama G8 e, come al solito, anzi più del solito, non serve.

Siamo abituati da tempo alle messe in scena dei «big della terra» che s'incontrano per fingere di decidere su grandi linee quanto già è stato statuito, invece, dai poteri forti, dai vertici finanziari e multinazionali e, in seconda battuta, affinato e definito in centri nervosi mondiali come l'Fmi e il Wto. Stavolta però ci sarà ancor più fumo negli occhi perché la «crisi» internazionale volge verso traguardi non tutti compatibili tra loro, quali il balzo in avanti della Cina, la crescita dell'Asia, il ruolo ambiguo e parzialmente declinante degli Usa che vogliono comunque mantenere la leadership, il ruolo della Russia a cavallo tra la spartizione e la contesa. In questa situazione l'Europa e l'Euro hanno un'importanza al contempo capitale e irrisoria, mentre nella stessa Europa varie linee divergono. Difficile trovare un accordo reale e men che meno duraturo. L'unica cosa certa è che pagheranno, comunque, la crisi i popoli politicamente e militarmente più deboli e le fasce di popolazione più indifese, anche quelle produttive.

Il G8, nell'impasse della spartizione globale che vede tutti contro tutti e al tempo stesso tutti insieme a tutti, non inciderà su nulla e sarà solo un teatro con fuochi pirotecnici. Di questo potrà anche ringraziare gli ex no global, o alter global, che si sperticano in isteriche manifestazioni di clownismo collettivo, nel nome di un «antagonismo» talmente astratto, insipido, inefficace e insignificante che non stonerebbe nel repertorio delle destre terminali, cui le sinistre estreme assomigliano sempre di più. Mobilitazioni affannose, prove generali di rivoluzioni simulate, in una sorta di vetrina sul marciapiede: questo è in qualche modo intendere l'opposizione radicale nel ruolo delle puttane di Amsterdam. Il tutto solo per condurre in prigione giovani lanciati allo sbaraglio a combattere contro la luna, per godere di riflesso dello spettacolo dei governanti: il basso del circo. Un basso che serve eccome al circo per mettere in luce il suo alto e far credere che esista la necessità di tenerlo al riparo da minacce interne ed esterne. Un vero peccato che chi vorrebbe farsi continuatore di istanze sociali, popolari e persino rivoluzionarie si riduca così, a fare la comparsa grugnante di una farsa inoffensiva. Posto che riesca almeno in questo e non fallisca pure nelle comparsate...

But the show must go on; and it needs you my friends!

Fonte: www.noreporter.org

martedì 7 luglio 2009

CasaPound tra gli obiettivi dei no-global

16:43 Roma, sequestrata 'crisis map' con i luoghi simbolo della lotta
Una mappa di Roma, di quelle che si scaricano da internet, con una dettagliata lista di luoghi simbolo della lotta dei no-global come sedi di banche, agenzie immobiliari e interinali, è stata sequestrata dalla polizia questa mattina a Roma. La cartina, che è stata distribuita ai giovani manifestanti che hanno partecipato al blitz nella zona di via Ostiense, indica anche i presidi presenti sul territorio delle forze dell'ordine come le caserme dei carabinieri e i commissariati della polizia. Indicati anche gli ospedali e le fermate della metropolitana. La mappa, scritta anche in inglese e intitolata 'Crisis map' individua anche delle "sedi fasciste" come il centro sociale Casapound in via Napoleone III.

Il laconico commento dell'associazione: "Aripijateve".

Comunità Solidarista Popoli su TG2 Dossier

CasaPound Italia celebra Rino Gaetano

MUSICA: CASAPOUND CELEBRA RINO GAETANO CON MIGLIAIA DI MANIFESTI IN TUTTA ITALIA

IANNONE, IL NOSTRO OMAGGIO A UN UOMO LIBERO

Roma, 7 lug. - (Adnkronos) - Migliaia di manifesti affissi in tutta Italia per ricordare Rino Gaetano, il celebre cantautore di origini calabresi ma romano di adozione morto il 2 giugno del 1981 in un tragico incidente d'auto. L'iniziativa e' di Casapound Italia, l'associazione che fa capo a Gianluca Iannone, che per il suo tributo alla memoria del musicista ha scelto un'immagine stilizzata in campo azzurro e solo una scritta, in basso a sinistra: 'Rino Gaetano, 29 ottobre 1950 - 2 giugno 1981'.

''Casapound vuole rendere omaggio a un grande artista, un uomo libero non riconducibile a nessun partito che in anni particolari della Repubblica cantava e diceva cose che nessuno aveva il coraggio di ammettere - spiega Iannone all'ADNKRONOS - Un uomo nei confronti del quale e' stato messo in atto un vergognoso tentativo di diffamazione, che non si e' fermato nemmeno davanti a una tragica morte''.

''Noi invece lo vogliamo ricordare - aggiunge il presidente di Cpi - per l'attualita' delle canzoni e per la liberta' intellettuale, talvolta oltraggiata dai meschini tentativi di strumentalizzazione di chi non rinuncia a un altro trofeo da esporre in qualche festa di partito''. (segue)

MUSICA: CASAPOUND CELEBRA RINO GAETANO CON MIGLIAIA DI MANIFESTI IN TUTTA ITALIA (2)

(Adnkronos) - E a far infuriare Casapound e' anche la fiction sulla storia del cantautore girata di recente, che, ricorda Iannone, ''ha giustamente suscitato l'indignazione della sua ragazza di allora e della famiglia. E' la dimostrazione che Rino Gaetano era un uomo cosi' 'indigesto' che non sono bastati 30 anni a far venir meno la mania di gettare fango su di lui''.

''Si vuole accreditare l'immagine - prosegue il leader di Cpi - di uno che si', sapeva scrivere belle canzoni, ma che poi era un uomo da nulla. Un pazzo, un drogato, un alcolizzato, se non un bruto. Come quando nella fiction lo si mostra che umilia il padre, lavoratore indefesso e di umili origini. Forti dell'impunita' data dall'attaccare chi non si puo' difendere, si cerca di distruggerne il personaggio in modo ancora piu' subdolo, per supportare la tesi, mai dimostrata, che fosse ubriaco la sera dell'incidente''.

''Eppure - conclude Iannone - l'unico mistero che resta insoluto a 28 anni dalla sua morte, e' come mai ben 7 ospedali romani abbiano rifiutato di prestargli soccorso quel 2 giugno del 1981''. (Zla/Gs/Adnkronos) 07-LUG-09 11:04 NNNN

domenica 5 luglio 2009

Sotto Fascia Semplice - La Canzone Del Mercenario



Son morto nel Katanga, venivo da Lucera,
avevo quarant'anni e la fedina nera.
Di me la gente dice ch'ero coi mercenari
soltanto per bottino, soltanto per danari.
Ma adesso che sono morto guardate nel mio sacco,
c'è una bottiglia vuota e un'oncia di tabacco.
Invano cercherete soldi nel tascapane,
li ho spesi tutti quanti col whiskey e le puttane.

Amavo una ragazza di razza congolese
ma l'ho perduta ai dadi con Jimmy l'irlandese.
Se fossi io rimasto là nella mia Lucera
avrei la moglie grassa, i figli e la panciera.
Avrei la moglie grassa, le rate, la seicento,
mutuo, televisione, salotto e doppiomento.
E invece sono andato in giro per il mondo
e adesso sto crepando quaggiù nel basso Congo.

Viva la morte mia, viva la gioventù!
Viva la morte mia, viva la gioventù!

Salvai monache e frati dal rogo del ribelle,
ma il papa se ne frega se brucia la mia pelle.
E se la mia pelle brucia in questo letamaio,
l'ONU se ne frega perchè son mercenario.
I fuochi sono spenti, ormai scende la notte.
Addio verdi colline, addio dolci mignotte,
addio dolci bambine coi fiori nei capelli,
ragazze senza nome conosciute nei bordelli.

Di questa sua guêpière ho fatto una bandiera,
portatela agli amici che invecchiano a Lucera.

venerdì 3 luglio 2009

Inaugurazione di Base 22



Nuova occupazione non conforme ai Castelli Romani!
L'inaugurazione si terrà questa domenica.
Un'altra bandierina sulla mappa...

Umbria Fest 2009



Piazza Fonte Secco sarà presente alla festa di CasaPound Umbria.
Occhio allo striscione!

giovedì 2 luglio 2009

Piazza Fonte Secco non crolla!

La presenza di Piazza Fonte Secco sul web è di nuovo fissa, dopo poco meno di tre mesi dal sisma che ha messo in ginocchio la città. Altre volte è capitato che le nostre notizie si interrompessero per qualche tempo, ma ciò non significa, a maggior ragione questa volta, che le nostre attività fossero sospese. Ormai dal 2005 la nostra comunità è una presenza fissa nello scenario politico e scolastico del capoluogo, e non ce ne siamo mai andati!
Ebbene, in questi mesi i nostri militanti hanno partecipato, congiuntamente agli attivisti di tutte le sezioni italiane, alla vita del campo base di CasaPound Italia a Poggio Picenze, a pochi chilometri da L'Aquila. Arrivammo a Poggio tre giorni dopo il sisma, consegnando in molti paesi gli aiuti da noi raccolti prima ancora che si fosse vista la protezione civile. In due mesi di vita, oltre ad essere stata un'esperienza totalizzante per tutti noi, un'occasione per rinsaldare i nostri rapporti, parlare dei nostri sogni e dei nostri progetti, vivere insieme momenti di rabbia e gioia per quello che ci succedeva intorno, è stata soprattutto un'attività fruttifera per Poggio Picenze. Tonnellate di aiuti raccolti e smistati, migliaia di capi di marca donati da aziende del calibro di Napapijri direttamente a CasaPound e distribuiti con rigorosa equità nella tendopoli, due magazzini passati dalla protezione civile direttamente nelle nostre mani per ordine del sindaco. In via di realizzazione una biblioteca comunale intitolata ad Ezra Pound e un parco giochi per bambini. A conclusione della nostra opera, abbiamo portato in paese Enrico Montesano con uno spettacolo gratuito (e divertentissimo). Infine, è stato consegnato al comune di Poggio un assegno di 5.000€.




Tutto questo è stato fatto grazie allo sforzo dei duemila militanti di CasaPound in tutta Italia che, a rotazione, hanno permesso al campo di rimanere operativo, mettendo da parte il proprio lavoro, le proprie famiglie e la propria vita quotidiana. Ovviamente la riconoscenza non è il motivo per cui ci siamo attivati, ma non possono che farci piacere i numerosi interventi a nostro favore del sindaco Nicola Menna e dell'assessore Mario Masci, molto spesso volti a stroncare le squallidissime polemiche di chi non ha perso occasione, nonostante la tragedia, per spargere odio ideologico.

L'Aquila, 24 giu. (Adnkronos) - "Quello di Casapound e' stato volontariato puro. Voglio ribadire che per tutto il periodo che sono stati qua hanno socializzato con i nostri giovani, non hanno mai parlato di politica, non hanno fatto nessun soldo di fastidio a nessuno. Da parte nostra vanno solo ringraziati". Lo dichiara all'ADNKRONOS il sindaco di Poggio Picenze, Nicola Menna, riguardo la fine del campo gestito da Casapound Italia nel paese dell'aquilano gravemente colpito dal terremoto e alla consegna da parte dell'associazione di un assegno di 5mila euro.

"Casapound - aggiunge Menna - ha svolto un servizio importantissimo. Non hanno dato problemi, hanno dormito fuori dal campo della Protezione Civile nelle loro tende, hanno usufruito dei pasti del campo solo quando sono stati invitati, hanno gestito il magazzino aiuti in maniera esemplare, ci hanno aiutato a portare a Poggio Picenze Enrico Montesano, che ha fatto uno spettacolo gratuito la settimana scorsa".

"Siamo rimasti - ha concluso il sindaco - con l'intesa che ci avrebbero consegnato anche il materiale per un parco giochi per bambini, e un gran numero di libri che verranno messi nella bilbioteca comunale a disposizione di tutti. La cultura e' una ricchezza e va intesa a 360 gradi".

http://it.notizie.yahoo.com/7/20090624/r_t_adnkxml_it/tit-terremoto-sindaco-poggio-picenze-da-afde0ec_1.html

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L'Aquila, 24 giu. - (Adnkronos) - ''A Casapound Italia posso solo dire grazie. Questi due mesi in cui l'associazione ha gestito il campo di Poggio Picenze hanno lasciato un ricordo estremamente positivo in tutti noi''. Lo afferma all'ADNKRONOS Mario Masci, assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Poggio Picenze, il piccolo centro dell'Aquilano dove il movimento che fa capo a Gianluca Iannone ha gestito per due mesi il campo base con circa mille sfollati. Un'esperienza a conclusione della quale Cpi ha anche consegnato 5mila euro di fondi raccolti in tutta Italia per le popolazioni terremotate.

''Quando i ragazzi sono andati via - aggiunge Masci - e' stato un dispiacere per tutti, e d'altra parte, non possiamo dimenticare che tanti di loro, a costo anche di grandi sacrifici personali, hanno lasciato le loro vite, il loro lavoro per settimane solo per dare una mano a noi. Ora che la fase dell'emergenza e' finita, ora che non c'e' piu' urgenza e che al campo sono rimasti in 200, e' giusto che siano tornati a casa. Quello che hanno pero' non lo dimenticheremo. L'ho gia' detto una volta e lo ribadisco, Poggio Picenze dara' a quei ragazzi la cittadinanza onoraria: e' un impegno''.

La collaborazione con Casapound, comunque, assicura Masci, non finisce qui. ''Oggi sono arrivati il bonifico dei 5mila euro che Cpi ha raccolto per le popolazioni terremotate, una piccola cifra che pero' per noi e' importante. Poi stiamo lavorando per aprire la biblioteca comunale da dedicare ad Ezra Pound. I ragazzi hanno raccolto 10mila volumi e li consegneranno a settembre. Sono tanti, stiamo cercando il posto adatto per sistemarli. In un primo momento probabilmente troveranno spazio nella biblioteca multimediale del prefabbricato in legno che la Fondazione Agnelli sta facendo costruire per le scuole, ma la sistemazione definitiva sara' nell'edificio dell'ex asilo che la Regione Campania si e' impegnata a ristrutturare''.

http://it.notizie.yahoo.com/7/20090624/tit-terremoto-assessore-poggio-picenze-r-afde0ec.html

Piazza Fonte Secco è stata parte di tutto questo, essendo presente al campo più di chiunque altro, come è giusto che ci si aspetti da chi oltre ad essere militante è anche, orgogliosamente, aquilano. Conclusa quest'esperienza, con la normalizzazione della situazione post-sisma, CasaPound L'Aquila si prepara adesso alla nuova stagione politica, che con la città così profondamente cambiata, non potrà che richiedere tutto il nostro impegno e una rinnovata dedizione.