sabato 28 novembre 2009

Nelle scuole e nelle facoltà..per il popolo Karen



Anche nelle scuole e nelle facoltà aquilane è possibile aiutare la popolazione Karen. All'ITIS è già stato posizionato vicino i distributori automatici di lattine un raccoglitore di linguette e il manifesto dell'iniziativa. Presto troverete il modo di aiutare la popolazione Karen anche ai Geometri e al Liceo Scientifico per le scuole e nelle facoltà di Lettere,Economia,Ingegneria e Medicina per quanto riguarda l'università aquilana. Ricordiamo che con un Kg di linguette (delle lattine) è possibile realizzare un supporto per protesi ai bambini Karen quotidianamente mutilati dai bombardamenti.

mercoledì 25 novembre 2009

C.P.I. Sulmona presenta..


Sabato 28 Novembre ore 18,00 sala Mazara.
VI ASPETTIAMO!

venerdì 20 novembre 2009

Domani CasaPound Italia ad Avezzano

La comunità abruzzese di CasaPound Italia sarà presente domani con un banchetto in Piazza Risorgimento (Avezzano) per la campagna "Libri come mattoni".
L'intento è quello di costituire una Biblioteca Popolare "Ezra Pound" nel comune di Poggio Picenze,luogo che ha visto i militanti di CPI aiutare la locale popolazione nell'immediato post-sisma.
L'iniziativa "Libri come mattoni" è in fase avanzata già in molte altre regioni d'Italia.

DOMANI PORTATE I VOSTRI LIBRI A PIAZZA RISORGIMENTO AD AVEZZANO,DALLE 18 ALLE 20.00!

mercoledì 18 novembre 2009

Mai fare Grande Bordello

Come gli antifa hanno pubblicizzato Mediaset, Zetazeroalfa, Casa Pound e un nero per caso

E' durata qualche giorno la bufera mediatica sul Grande Fratello.
Per chi non lo sapesse si è trattato di quel che segue. Un concorrente, un salumiere veneto di nome Mauro Marin, è stato confuso dai geni dell'antifa con Atom Takemura, batterista romano del gruppo musicale Zetazeroalfa, protocellula del movimento Casa Pound.
La somiglianza tra i due in effetti c'è ma la paranoia e la patologia dei fasciofobi è davvero unica, sicché per Indymedia non solo la somiglianza è stata la chiara prova che si trattasse della stessa persona ma con la velocità del fulmine è uscita una circostanziata denuncia con tanto di certezze dietrologiche. Il gruppo di Iannone avrebbe concordato niente di meno che con Dell'Utri l'infiltrazione nella casa del Grande Fratello. Perché, poi, in tal caso si sarebbe trattato di un'infiltrazione non è dato sapere, lo si può spiegare solo in termini psicanalatici adattati alla categoria antifa.
La notizia è stata una piccola bomba. L'hanno ripresa il Corriere, il Quotidiano, il forum del Grande Fratello, Video-mediaset, Canale 5, Striscia la notizia, Studio aperto, Gay tv, Voce d'Italia ecc.
Con la solita acefala reazione pavloviana i mediaioli hanno ripreso pari pari la tesi indymedica e si sono chiesti allibiti “come hanno fatto a entrare?” - neanche fosse la Nasa – scandalizzandosi letteralmente per il fatto che, in un luogo volutamente aperto a trans, transgender, spretati e qualsiasi altra forma piccante di facitori di notizia, potesse essere giunto il battersita di una band musicale non-conforme. E vai con il testo di Cinghiamattanza con tanto di letture psicoanalitiche da psicopatici di un testo semplice semplice e nient'affatto esoterico.
Iannone, che scemo non è, è stato al gioco e non ha rotto l'equivoco fino al punto di lasciare che dall'area si sostenesse l'ignaro Marin che oggi se la vive senza problemi ma che in altri tempi sarebbe stato a rischio di vita per scambio di persona, un fattore che causò una decina di omicidi tre decenni orsono. Gli antifa rispetto ad allora hanno perso zanne e artigli ma in quanto a uso paranoico e distorto delle cellule grigie segnalano una straordinaria e lineare continuità.
Prima che la verità venisse ristabilita e che la bufala di indymedia si rivelasse per quella che è, si sono registrati i seguenti risultati. La campagna antifa ha fornito propaganda al Grande Fratello, ha aumentato la visibilità degli Zetazeroalfa e di Casa Pound e infine Mauro Marin è nettamente aumentato in popolarità e in teleconsensi. Quanto debba questo risultato all'essere stato preso per Atom Takemura è impossibile definire, è però certo che l'aver tanto parlato di lui gli ha giovato e che l'esser stato Nero-per-caso non gli ha minimamente nociuto. L'antifascsimo è ormai un vero boomerang.
Servirà tutto questo di lezione agli antifa? No, a loro servono degli ottimi psicanalisti.

Gabriele Adinolfi- www.noreporter.org

martedì 17 novembre 2009

lunedì 16 novembre 2009

sabato 14 novembre 2009

mercoledì 11 novembre 2009

CASAPOUND L'AQUILA, COMUNE SPIEGHI IL RIFIUTO DEL PROGETTO DI SHIGERU BAN PER IL CONSERVATORIO


L'Aquila, 10 novembre - ''Vorremo che il comune ci spiegasse i motivi per cui ha, di punto in bianco, bloccato il progetto dell’architetto Shigeru Ban per il conservatorio dell’Aquila”. Così Simone Laurenzi, responsabile regionale di CasaPound Italia Abruzzo, commenta la vicenda che ha visto il comune dell’Aquila rifiutare il progetto dell’architetto giapponese Shigeru Ban.

“Il progetto – spiega Laurenzi – prevedeva la riqualificazione di un mostro architettonico come la rimessa della metropolitana di Pettino, abbandonata e inutilizzata da anni e la costruzione, al suo posto, di un complesso da donare al conservatorio dell’Aquila. Il comune e la protezione civile hanno preferito rifiutare questo progetto e indire il solito bando per Musp, vinto poi alle buste da una ditta, grazie a un ribasso anomalo".

“E’ inspiegabile – conclude Laurenzi - come possano essere preferiti dei moduli provvisori installati su colle sapone alla riqualifica di una struttura abbandonata, progettata da un architetto di fama internazionale e che,tra l’altro, sarebbe anche costata meno”.

Ufficio Stampa CPI Abruzzo
www.casapounditalia.org
casapoundabruzzo@libero.it

Per non dimenticare...per chiedere GIUSTIZIA!

martedì 10 novembre 2009

NON SI FERMERA' LA MARCIA!


SCUOLA: L'AQUILA, AL BLOCCO STUDENTESCO DUE SEGGI IN GIUNTA CONSULTA PROVINCIALE

L'Aquila, 9 novembre - ''Nella prima assemblea della consulta provinciale degli studenti, svoltasi questa mattina, il Blocco Studentesco ha ottenuto due seggi all’interno della giunta, organo fondamentale della Consulta provinciale che conta, in tutto, sei membri” . Lo rende noto Lorenzo Donati responsabile provinciale del Blocco Studentesco dell'Aquila.

“Inoltre – aggiunge – è stato eletto presidente della consulta Omar Favoriti di Azione Studentesca, che era sostenuto anche dai nostri rappresentanti".

"Si tratta – conclude Donati - di un importante riconoscimento per il lavoro che quotidianamente svolgiamo nelle scuole e non possiamo che ritenerci soddisfatti della fiducia che tantissimi studenti hanno voluto dare al Blocco Studentesco, segno che condividono e sostengono le battaglie portate avanti dall'organizzazione studentesca di CasaPound Italia. Da parte nostra faremo di tutto per rappresentare, all’interno della consulta, le istanze e le esigenze di tutti gli studenti della provincia''.

lunedì 9 novembre 2009

Ma il muro è cosa loro...

di Adriano Scianca

Antifaschistischer Schutzwall. Muro di protezione antifascista. Così, nell’agosto del 1961, i burocrati stalinisti della DDR chiamavano la barriera di filo spinato – ben presto sostituita da fortificazioni in cemento armato – destinata a separare la Berlino occupata (sì, occupata…) dalle truppe occidentali da quella conquistata dai sovietici. L’antifascismo: era questa la motivazione ufficiale. Eppure nelle ipocrite rievocazioni del ventennale della caduta nessuno ne ha fatto menzione. C’è poco da fare, viviamo in un’epoca meschina: sono sempre i massacratori di ieri a spiegarti, oggi, quanto fossero brutti quei massacri, dicendoti che magari è pure colpa tua. Aguzzini che si riciclano moralisti: così, senza vergogna.

Perché parliamoci chiaro: il Muro di Berlino era cosa loro. Non lo dicono, creano cortine fumogene parlando a casaccio di “libertà” e “democrazia”. Tanto chi se ne frega, metà degli spettatori della farsa non sanno nemmeno chi l’ha tirato su, questo maledetto Muro. E certo i media stanno bene attenti a non pronunciare quella parola (“antifascismo”) che suona come il loro peccato originale, la loro eterna colpa. E allora diciamolo noi: il Muro di Berlino era antifascista. Per volontà di chi l’ha costruito e per significato storico. E antifascista erano le guardie che pattugliavano entrambi i lati della infame barriera, divise da un gioco delle parti attuato sulla pelle dell’Europa, ma unite nel sottomettere quest’ultima.

Adriano Romualdi, non a caso, lo definiva l’unico, vero monumento alla vittoria alleata durante la seconda guerra mondiale. E invitava la gioventù europea a concentrare i suoi sforzi rivoluzionari verso il suo abbattimento anziché verso cause più esotiche e più infantilmente romantiche. Aveva come al solito ragione lui. Il Muro di Berlino è stato in effetti per anni il monumento più rappresentativo d’Europa. Rappresentativo di un continente spossessato del duo destino e del suo ruolo, dello stupro dei suoi popoli, del regno del crimine organizzato instauratosi sulle macerie fumanti di una civiltà. Se i costruttori di storia e gli eroi fondatori sono tali nel momento in cui tracciano confini, dando in questo modo ordine al caos, chi erge muri come quello che per anni ha deturpato il corpo e lo spirito di Berlino compie esattamente l’operazione inversa. E’ alfiere del caos contro il cosmos. Tesse la trama della devastazione, non dell’ordinamento. Umilia un popolo, anziché “metterlo in forma”.

I confini – per carità: sempre porosi e mobili, sempre dinamici ed eternamente da riconfermare – appartengono alla vitalità della storia e alla dialettica dei popoli. I muri, invece, sono roba loro. Appartengono alla loro concezione del mondo. I muri ce li hanno nell’anima, loro. Come il muro di Padova, costruito da un’amministrazione di centrosinistra in una periferia degradata per tentare di tamponare le falle di un sistema che loro stessi hanno costruito, foraggiato, alimentato, giustificato. Come la “barriera di separazione” costruita da Israele in Cisgiordania, 700 km di infamia rispetto al quale i “buoni” che oggi festeggiano hanno speso tante parole e zero fatti. Come il Muro di Gorizia costruito nel 1947 e collocato lungo la frontiera italo-jugoslava all’interno della città per separare l'abitato goriziano rimasto italiano dai quartieri annessi alla Jugoslavia.

Ma tutto ciò è molto meno cool di una comparsata berlinese per cianciare a sproposito di libertà. Sono vecchi, grigi, scassati come Trabant, eppure si riciclano come alfieri della libertà. La loro viltà è il cemento con cui sono stati impastati tutti i muri della storia. Sono antifascisti: il muro è cosa loro.

giovedì 5 novembre 2009

SCUOLA: BLOCCO STUDENTESCO L'AQUILA, 4 ELETTI ALLA CONSULTA PROVINCIALE


L'Aquila, 5 novembre - ''Il Blocco Studentesco L'Aquila esce vittorioso in due scuole dalle elezioni studentesche tenutesi nei diversi istituti superiori a fine ottobre, conquistando quattro seggi alla Consulta provinciale". Lo dichiara Lorenzo Donati, responsabile aquilano dell'organizzazione studentesca di CasaPound Italia.

''Netta l'affemazione del Blocco - spiega Donati - al Istituto Tecnico Industriale, con l'assegnazione di due seggi al Consiglio d'Istituto e due seggi per la rappresentanza alla Consulta Provinciale degli Studenti, ma anche all'Istituto per Geometri, con l'assegnazione di due seggi per la Consulta Provinciale''.

"Più che lusinghiero - continua Donati - anche il risultato al Liceo Scientifico, dove pur non avendo avuto eletti, la lista del Blocco, composta da giovanissimi, ha raccolto quasi 200 voti, in un istituto da sempre feudo di organizzazioni studentesche legate al mondo della sinistra".

mercoledì 4 novembre 2009

Mille Cuori e una Bandiera...


Nelle 3 scuole dove il Blocco Studentesco si è presentato solo al Liceo Scientifico non ha eletto alcun rappresentane. Per il resto 4 rappresentanti su 4 tra ITG e ITIS alla Consulta e 2 su 4 al consiglio d'istituto all'ITIS sono del BLOCCO STUDENTESCO!

lunedì 2 novembre 2009

L'Aquila è il Capoluogo!


"Casa Pound Italia pretende una presa di posizione forte da parte degli esponenti aquilani del Popolo delle Libertà dopo le gravissime dichiarazioni del loro coordinatore regionale Piccone circa il ruolo nuovo di capoluogo di regione che dovrebbe assumere Pescara”. A dichiararlo è Simone Laurenzi responsabile abruzzese di Casa Pound Italia. “Casa Pound Italia –prosegue Laurenzi- auspica inoltre le scuse al popolo aquilano nonchè le dimissioni immediate di Piccone dal ruolo che ricopre nel proprio partito.”

da www.ilcapoluogo.it