mercoledì 23 dicembre 2009

L'Aquila prima di tutto!



Il volontariato sociale sarà il cardine dell'azione politica,culturale e movimentista di CasaPound Italia e Blocco Studentesco L'Aquila. Il 16 Gennaio l'organizzazione studentesca di CPI infatti organizzerà uno sciopero nelle scuole di Colle Sapone. In questi giorni i rappresentati d'istituto coadiuvati dai militanti del Blocco Studentesco stanno stilando un dossier di denuncia dei problemi che affliggono le scuole in questione e in generale tutto il complesso scolastico.
Uno sciopero diverso e concreto,non il solito sciopero orchestrato ad arte dai burattinai di partito ed eseguito dalle giovani marionette,scioperi vuoti e fantasiosi che troppo spesso chiedevano cose assurde,lontane dalla mente,dai problemi reali e dalla portata degli studenti. Scioperi che inevitabilmente si trasformavano in pagliacciata organizzata al sol intento di "marinare" la scuola. Il Blocco Studentesco non porta dietro di sé la zavorra degli ordini di partito che a seconda del momento politico locale agitano o imboniscono la voglia di lottare degli studenti. Il Blocco Studentesco risponde soltanto alle esigenze degli studenti,non a quelle dei vari segretari provinciali...
Maggiori dettagli sulla giornata (la prima ma sicuramente non l'ultima)di lotta nelle scuole nei prossimi giorni,naturalmente sempre su piazzafontesecco.org!
Una settimana dopo invece sarà CasaPound L'Aquila a scendere in piazza contro diversi problemi che stanno rendendo Pettino un quartiere agonizzante,anche qui come per lo sciopero del 16 maggiori info nei prossimi giorni.
Gennaio inoltre vedrà finalmente moooolte novità anche per quanto riguarda la politica universitaria...

Insomma non v'è sosta,tregua e sonno!

lunedì 21 dicembre 2009

Ancora una sconfitta,ora a -5 dalla capolista Atessa


L'Aquila, 20 dic - “Abbiamo toccato il fondo. Sono deluso dalla prestazione dei ragazzi, non capisco cosa vogliano.I tifosi hanno ragione a contestare”, così il Presidente dell’Aquila calcio commenta amareggiato al termine della gara.
Sfuma anche contro il modesto Bojano l’opportunità per L’Aquila calcio di centrare una vittoria tra le mura amiche che manca dallo scorso 18 Ottobre.
Al “Fattori” termina 1-3 tra i rossoblù di Rinaldo Cifaldi e il Bojano di Francesco Farina.

A sbloccare il risultato è L’Aquila che, al 3’ del primo tempo, esulta per la rete di capitan Villa servito da Pietrella.
Al 30’ Villa ha la palla del raddoppio ma il proprio tiro colpisce la traversa.
L’Aquila, nonostante il vantaggio di misura, sembra fermarsi ed il Bojano pareggia i conti con Carrino al 37’.
Si va a riposo sul parziale 1-1.
All’inizio della ripresa i rossoblù sembrano rimasti con le teste negli spogliatoi tanto che il Bojano trova la rete dell’1-2 dopo trenta secondi con Parentato.
Dopo la rete ospite contesta qualche tifoso aquilano ma il peggio deve ancora venire.
Nonostante alcune opportunità non sfruttate L’Aquila non approfitta nemmeno della superiorità numerica dopo l’espulsione, al 24’ per doppia ammonizione, di Iaboni.
Al 36’ arriva la terza rete ospite: Altieri va alla battuta di una punizione, Parentato firma il definitivo 1-3.
Termina tra fischi e contestazioni con L’Aquila che si allontana dalla vetta.
Nel dopo gara un deluso Ercole Di Nicola non concede alibi alla squadra e promette di invertire la rotta anche con l’acquisto di alcuni professionisti svincolati.

domenica 20 dicembre 2009

D O M E N I C A !

I soliti vigliacchi antifascisti!

LUCCA: CASAPOUND ITALIA, ATTO VANDALICO CONTRO NOSTRA SEDE = Lucca, 19 dic. - (Adnkronos) - La notte fra il 18 e il 19 dicembre, ignoti hanno infranto la vetrina della sede di CasaPound Italia Lucca in via Michele Rosi 63. «Eravamo già stati vittima di gesti intimidatori minori - dice la nota di CasaPound Italia - ed ora è arrivato un danneggiamento serio della nostra vetrina, nella settimana in cui è stato aggredito il Presidente del Consiglio e sono stati ritrovati ordigni esplosivi a Milano. Il clima di odio politico in Italia ormai è evidente, e già la nostra sede di Pistoia ricordiamo essere stata assaltata nell'ottobre scorso da militanti armati appartenenti all'area della sinistra antagonista». «Per quanto ci riguarda, non ci lasceremo certo intimidire da questi gesti vigliacchi - continua la nota - provvederemo a presentare denuncia contro ignoti e continueremo con la nostra politica del fare, senza scendere al livello dei provocatori che vorrebbero alzare il clima di tensione in città. Continueremo quindi a partecipare al progetto della Provincia di Lucca sul »Patto sulla Convivenza« cittadina, a essere presenti con le nostre proposte di legge laddove il disagio sociale si fa più marcato, a produrre eventi culturali come la mostra fotografica sugli spazi della nostra città, patrocinata dal Comune di Lucca, che si terrà il 9 e 10 gennaio al Loggiato Pretorio». «Ci aspettiamo - conclude - la ferma condanna da parte di tutti i soggetti politici ed istituzionali della nostra città, per fare subito terra bruciata intorno a chi vorrebbe trascinare Lucca in un clima di intolleranza e di odio politico». (Zto/Gs/Adnkronos) 19-DIC-09 19:56

sabato 19 dicembre 2009

Intervista a Gabriele Adinolfi

Anni 70
1. “Strategia della tensione” degli anni 70 in Italia secondo i comunisti era il risultato di manipolazioni della CIA con i neofascisti. Secondo Lei, qual è il ruolo di KGB?
Poco importante. CIA e KGB hanno più osservato che altro una lotta tra potenze mediterranee loro alleate (e loro subalterne) che si svolgeva in Italia; attrici la Francia, la Libia ma soprattutto l’Inghilterra - che ha sempre allontanato l’Italia dal mare - e Israele.
Le vittime illustri della strategia della tensione (Mattei e Moro) erano degli statisti filoarabi e anti-inglesi. La strategia della tensione non fu assolutamente fatta per allontanare i comunisti dal governo, anzi ad ogni strage i comunisti progredirono e furono attratti nella stanza dei bottoni. Che la posta fosse la politica italiana nel Mediterraneo lo hanno sostenuto i più importanti attori politici dell’epoca, lo stesso Aldo Moro lo spiegò alle Brigate Rosse durante la sua prigionia.
Esistono molti studi compiuti da esperti che sono di sinistra, anche comunisti e brigatisti, (Fasanelli, Pellegrino, Tassinari, Franceschini) che hanno fatto luce sulle manipolazioni straniere e principalmente israeliane nella strategia della tensione.
Infiltrazioni israeliane o americane sono documentate nelle Brigate Rosse ma anche nella sinistra estrema. Addirittura il gruppo leader, Lotta Continua, che stampava un quotidiano, aveva tra i suoi soci fondatori il futuro braccio destro di Ronald Reagan per la politica americana in Europa, Robert Hugh Cunningham Jr.
La tesi della strategia della tensione come azione della Cia in complicità con i neofascisti è un’invenzione grossolana del partito comunista che, per il suo forte potere mediatico, ha tenuto per anni; ma fa acqua da tutte le parti e riceve smentite ogni giorno che passa. In particolare da chi militò a sinistra e si è poi sentito tradito e manovrato.
In un capitolo del mio “Quel domani che ci appartenne” ricostruisco e documento molte delle infiltrazioni americane, inglesi e israeliane nell’estrema sinistra e nelle operazioni terroristiche e stragistiche.
2. Esisteva il gruppo L´Internaltionale noire (Aginter press, Guérin –Sérac) oppure si trattava di una buscherata dei giornalisti?
Si parla di un’epoca in cui ero bambino e di cui so poco. Ritengo che da parte comunista si sia volutamente travisato ed enfatizzato l’arruolamento di mercenari in Africa costruendovi attorno un romanzo delirante. I dettami del leninismo sull’utilizzo della calunnia e della propaganda spiegano questa bufala.
3. Che cosa definiva la Terza posizione, per esempio verso l’Ordine Nuovo o Nuova Destra, Tarchi? Inoltre Evola, Lei si è stato ispirato di più a Thiriart?
La Terza Posizione si fondava su di un’equidistanza tra Fronte Rosso e Reazione, tra Usa e Urss, nella logica del peronismo e dell’Europa Nazione ma anche dell’autonomia sociale, dell’azione diretta, delle occupazioni di scuole e fabbriche nella logica di laboratori rivoluzionari.
Tarchi all’epoca stava nel Msi. La Nuova Destra italiana non ha mai prodotto nulla d’interessante, niente a che vedere con il GRECE che ha avuto una funzione importante e ha espresso altissima qualità.
Ordine Nuovo, a parte qualche figura eccezionale come Clemente Graziani, era semplicemente reazionario.
Evola è fondamentale per l’aspetto esistenziale, per quello che definirei esistenzialsmo metafisico guerriero. Thiriart è puramente politico. Diciamo che ci siamo improntati a tutti e due.
Anni 80 e 90
4. Lei ha vissuto 20 in esilio politico in Francia. E ‘vero che la Troisieme Voie doveva associarsi con la Nuova Destra francese (Nouvelle Droite) a metà degli anni’80? Lei personalmente ha cooperato con Jean-Gilles Malliarakis?
Non ho mai saputo che la Troisième Voie si dovesse associare al GRECE ma forse lo ignoro. Sì a tratti ho collaborato con Mallarakis. Ma parliamo di ventidue, venticinque, ventotto anni fa.
5. È vero che la Sua venuta alla redazione della rivista Orion, nel 2000, ha provocato la partenza di Claudio Mutti e la trasformazione dell’orientamento dall’eurasiatico a Movimento identitare (Mouvance identitaire, Les Identitaires)?
Nulla di più falso. Io ho preso la direzione di Orion quando la sua direttrice, Alessandra Colla, stava allattando il figlio neonato e lei e Maurizio Murelli mi chiesero di occuparmene pro tempore, tant’è che più tardi tornò lei a gestirlo. All’epoca Orion non aveva più una redazione e dovetti produrla io partendo da zero e seguendo l’orientamento che mi era stato richiesto. L’équipe nazionalbolscevica non c’era più da tempo. Quella dinamica si era esaurita da sola e molto prima che intervenissi io.
6. Come classifica l’inclinazione di Claudio Mutti (e Carlo Terracciano) per l’Islam?
Distinguiamo. Carlo Terracciano che è stata una delle persone migliori e più coerenti che abbia mai conosciuto, sognava una “Rivolta contro il mondialismo moderno” come intitolò un suo documento politico, e credeva in un fronte intransigente anticapitalista e anti-atlantista in cui ravvedeva un importante ruolo per l’Islam. Io ho un’altra interpretazione del presente e del futuro, ma la sua era comunque fondata su di una logica d’intransigenza rivoluzionaria.
Claudio Mutti invece si è convertito all’Islam, il che è ben diverso anche perché significa che un’eventuale lotta anti-imperialista nella sua logica è importante per la causa islamica mentre per Carlo Terracciano era esattamente l’inverso.
La conversione di Mutti io non la capisco ma non la giudico.
Oggi
7. Che senso ha oggi riferirsi al Mussolini? Così si conclude la recensione di Suo libro Nos belles années de plomb di Alain de Benoist. Che cosa gli risponderebbe?
Che de Benoist è un po’ troppo francese. Troppo cartesiano e molto poco italiano. In Italia Mussolini è ancora oggi considerato dalla gran parte degli italiani, di diverse posizioni politiche, come il padre della Nazione e come il punto di riferimento più sicuro. Il mondo neofascista ha avuto il torto di non accorgersene per decenni, ma proprio quando si è riscoperto Mussolini si sono aperte quelle strade che hanno portato il Msi fino al governo. Mussolini oggi in Italia è quello che era Napoleone in Francia un secolo fa. Non solo una guida ma un valore sicuro e un elemento di riconoscimento tra le persone.
8. Dice che “Bisogna uccidere il borghese che sta in noi” („Il faut tuer le Bourgeois qui est en toi“). Che cosa significa esattamente? Molte persone confondono borghesia con umanità…
Significa che la si deve smettere di pensare come un consumatore che ha dei diritti o come un individuo che è il centro del mondo; che non si deve ragionare per vantaggi e comodità. Bisogna recuperare il senso comunitario e popolare, la disciplina, la gerarchia e la socialità.
9. Di che cosa è il Suo nuovo libro Pensées Corsaires? Qual è la sua intenzione e soprattutto per chi l’ha scritta?
Parla un po’ di tutto: uomini storici, scrittori, concetti, epoche, ideologie, evanti storici, potenze geopolitiche. L’idea è quella di riproporre, sotto forma di flash ordinati alfabeticamente, i frammenti di un’Idea del Mondo che non è stata coltivata a dovere e che ha finito con il confondersi con concezioni non sue che scuole di pensiero controrivoluzionarie o democratiche gli hanno sovrapposto. E’ un’operazione che potremmo definire di restauro futurista. Si rivolge un po’ a tutti.
10. È grande la differenza tra i Cuori neri di oggi e quelli degli anni 70?
Oggi non siamo accerchiati e gli antifascisti non provano ad ammazzarci ogni giorno. Anzi, per la prima volta dal dopoguerra, da dopo la caduta del Muro di Berlino non c’è stata la solita repressione generazionale e così molti di noi, oggi trentenni e quarantenni, anzichè carcerati sono divenuti politici, professori universitari, professionisti, pubblicitari ecc.
Oggi si può finalmente fare qualcosa di costruttivo e duraturo.
11. Oggi sta accanto a Pierre Vial, nel catalogo ha i lavori di Guillaume Faye, probabilmente ha letto anche i suoi libri nuovi (dopo 2000). Crede che era un “agente sionista”, o qual era / è il suo problema? (Movimento identitare è sempre in gran parte il suo lavoro)
E’ ridicolo pensare che Guillaume Faye fosse un “agente sionista”, è un intellettuale di spettacolo che ama stupire.
12. Secondo Lei, che cosa è più importante oggi: La lotta per il salvataggio di identità europea (contro il terzo mondo) oppure la lotta contro il liberalismo (con il terzo mondo)?
Non esiste alcun salvataggio possibile dell’identità europea nel liberismo. Non esiste poi IL terzo mondo, ce ne sono parecchi.
Si devono costituire diverse zone geopolitiche e geoeconomiche e stabilire delle cooperazioni internazionali in controtendenza sulle ondate migratorie. E’ quello che il partito atlantico (Usa, Inghilterra e Israele) cerca di impedire e non è un caso che i regimi arabi che vengono destabilizzati siano sempre quelli sociali e nazionali e che si cerchi di rimpiazzarli con la novità dei fondamentalismi islamici che proprio gli americani e gli israeliani, malgrado le affermazioni propagandistiche, incoraggiano e sostengono.
Ma per fare tutto ciò, che è un sogno d’Impero, serve una coscienza d’identità e una volontà di potenza; e qui torniamo a Thiriart.
13. Secondo Lei si vede oggi in Italia o in Francia almeno qualche sviluppo positivo?
In Francia di positivo c’è una parte delle azioni compiute dal suo capitalismo che stanno producendo una serie di avvicinamenti alla Russia. Politicamente invece non c’è nulla di incoraggiante.
In Italia si registra, sul piano del capitalismo e dell’energia, la stessa tendenza che in Francia, ma in più esistono forti elementi politici positivi. In primo luogo c’è una forma di gollismo all’italiana che si aggrega intorno alla figura di Berlusconi, poi ci sono dei ministri craxiani (Sacconi, Brunetta e Tremonti) che compiono delle scelte politiche interessanti. La Lega sta contribuendo non poco a cambiare orientamento sull’immigrazione. L’équipe di governo è in conflitto con i sindacati, infeudati alle multinazionali, con le lobbies della magistratura e con i comunisti. L’antifascismo è agonizzante. I giovani sono sempre di più attratti dalle formazioni fasciste. Mussolini – ed è quello che non ha capito de Benoist - è un collante certo tra estrema destra, giovani di Alleanza nazionale, Lega e persino Forza Italia.
14. Lei organizza le università d’estate che consentono la coesistenza di gruppi molto diversi, tipo Forza Nuova e Fiamma Tricolore, Fronte nazionale ed Alleanza nazionale. Quindi - è possibile cooperare? Che cosa in particolare separa Lei ad esempio da Franco Freda o Pino Rauti?
Ho smesso di organizzare le università d’estate nel 2006 perché le forze vive avevano preso a dialogare assiduamente tra loro mentre le reroguardie - che di solito rappresentano le varie segreterie politiche - non lo avrebbero mai fatto. La cooperazione avviene puntualmente: ad esempio in abruzzo, in aiuto alla popolazione colpita dal terremoto, o per i bambini di Gaza o per quelli di Beslan. Su cose concrete e condivise non sulle pagliacciate elettorali.
Freda è un uomo convinto che non si possa fare molto nel “kali yuga” oltre a trasmettere messaggi ideali e culturali cui si dedica mediante le edizioni di Ar. Lui è politicamente un evoliano di stretta osservanza.
Rauti è un vecchio politico di mestiere che ha avuto il grande torto di coltivare un equivoco e un’ambiguità nel Msi che ha fatto molti danni perché ha illuso migliaia e miglia di giovani vendendo fumo e, nel frattempo, ha impedito loro di confrontarsi in modo più dinamico con le altre componenti del partito. Non è stato, il suo, un ruolo positivo; senza di lui si sarebbe guadagnato molto tempo e si sarebbero sprecate molte meno energie.
15. Occupazione delle case [i squat ci sono sinonimo di caos, sporcizia, droghe] tattica di creazione dei “spazi liberi” che sono le intersezioni di attività culturali e sociali. Come funziona? Affronta attacchi dei istituzioni o altri nemici politici la Casa Pound? E per quanto riguarda i conflitti interni?
Funziona così: si getta il cuore oltre l’ostacolo. Nove volte su dieci ti sgombrano ma ne basta una sola che vada bene per creare una dinamica. Quali conflitti interni?
16. Adesso è uscito “Cavalcare la tigre”, il primo libro di Evola pubblicato in ceco. Che parte del suo lavoro è la cosa più vivace politicamente secondo Lei?
Cavalcare la tigre non è un libro politico. Evola spiega che con esso si rivolge a chi non se la sente più di fare politica. E’ un libro esistenziale. Ma Evola non va letto per la politica in cui, francamente, è disastroso. Va letto proprio per l’esistenziale.
17. Alla fine avrei una domanda personale. Come un soldato politico, ha avuto qualche tempo per la vita privata?
Sì certo. Ma è politica anch’essa; come si vive è già politica.
18. Qual è la Sua opinione in merito alle attività di Massimo Fini e Movimento Zero?
Ottima provocazione intellettuale. Con Massimo Fini poi abbiamo un vero e proprio feeling. Ma non parlerei propriamente di attività: non è esattamente il suo campo.
19. Come si spiega che Silvio Berlusconi in passato poteva costruire una coalizione con Alleanza Nazionale e Forza Nuova senza essere l’obiettivo delle forte critiche, che succederebbero a qualunque premier di qualsiasi paese dell’Europa occidentale o centrale?
Perché in Italia si ha di Mussolini quella percezione di cui parlavo prima. In ventuno anni ha fatto per la mia Nazione molto più di tutti gli altri statisti degli ultimi venti secoli messi assieme. E la gente lo sa bene. Il fatto che qualche soviet della comunicazione si ostini da decenni ad affermare il contrario non ha mutato idea e sentimento nel mio popolo.
Per le aperture di Berlusconi al neofascismo non parlerei di passato, ci sono sempre.
20. Come percepiscono le Sue attività gli italiani fuori politica? Ha qualche commenti (comprese le opinioni sul gruppo Zetazeroalfa)?
Il gruppo nato intorno al complesso musicale Zetazeroalfa ha prodotto molte cose. Innanzitutto Casa Pound, che è la perla delle occupazioni non conformi, quindi una rete di pub, librerie, studi di registrazione musicale, sale di tattoo, agenzie di servizi. Ha proposto una legge per la proprietà della casa per tutte le famiglie italiane, ha prodotto un marchio e una casa editrice ed è oggi strutturata in gran parte della Nazione con migliaia e migliaia di aderenti col nome Casapound Italia. E’ di gran lunga l’avanguardia di movimento di cui si sentiva la necessità. Esistono poi altre realtà per l’intervento sociale diretto (Soccorso Sociale) cui partecipano diverse forze politiche e singoli cittadini. Infine abbiamo una serie di centri artistici, come il Circolo Futurista, e culturali. Tra questi ce n’è uno che guido direttamente io, il Centro Studi Polaris, che opera per divenire un vero Think Tank.
Infine c’è un quotidiano online, www.noreporter.org
Stiamo sperimentando l’unione strategica di metodologie diverse, applicate a vari livelli d’intervento (società, gioventù, élite e politica) per una logica di rivoluzione quotidiana, graduale e progressiva che sia impersonale, non individualistica, e lontana dalle logiche avide e stupide dei politicanti, professionisti e dilettanti, che ancora riempiono il nostro mondo.
Da quando la strada giusta, che ci sono voluti anni a preparare, è stata intrapresa, non si finisce di avere risultati soddisfacenti. Ma bisogna partire dalla considerazione che non siamo i ragazzi della Via Pal o i Mods, bensì una componente della Nazione che deve agire per costruire un futuro comune, libero e fiero.
Per arrivare a comprendere davvero questo, perché non si tratti di uno slogan, perchè non si ragioni più come una tribu di hooligans, si deve compiere una rivoluzione culturale piena e profonda. E’ lunga e dura ma si parte obbligatoriamente da lì.

giovedì 17 dicembre 2009

BERLUSCONI: CASAPOUND ITALIA, SI FOMENTA L'ODIO PER TENERE CITTADINI FUORI DALLA POLITICA

Roma, 14 dicembre - ''Tartaglia è vittima di un inganno, della mistificazione di chi creando ad arte un clima di odio e cercando di far passare l'idea dell'avversario politico come 'nemico' da distruggere non fa altro che lavorare al mantenimento dello status quo. La stessa mistificazione di cui sono vittime i 20mila utenti che esultano su Facebook davanti al volto sanguinante di Silvio Berlusconi. E' a loro, prima ancora che al presidente del Consiglio, che Antonio Di Pietro dovrebbe chiedere scusa per dimostrare di non essere lui stesso un provocatore''. Lo afferma Gianluca Iannone, presidente di CasaPound Italia.

''Per tenere i cittadini lontani dalla politica - sottolinea Iannone -, basta distrarli indicandogli il 'Male assoluto', basta far crescere odio, indurli a un'ostilità viscerale. Ne sappiamo qualcosa, nel nostro piccolo capita anche a noi: CasaPound, da bersaglio di una campagna diffamatoria che non si ferma davanti a nulla, è stata oggetto di decine e decine di aggressioni fisiche. Con Berlusconi siamo solidali, ma è ai 20mila di fb che parliamo: siete sicuri che sia Berlusconi il problema dell'Italia? Siete sicuri che invece di lasciarsi andare all'odio irriducibile non sia piu' giusto abbandonare il terreno sterile delle ideologie e iniziare a lavorare su progetti concreti? Confrontarsi sul piano delle cose da fare, occuparsi degli interessi della Nazione: questa è la vera, unica, rivoluzione''.

www.casapounditalia.org
ufficiostampa@casapounditalia.org

lunedì 14 dicembre 2009

ROMA: PIETRO TARICONE 'INFILTRATO' A CASAPOUND, 'ERO CURIOSO'

Roma, 13 dic. (Adnkronos) - "CasaPound mi piace moltissimo, mi piace il mutuo sociale, mi affascina l'idea del 'fare' a prescindere dalle ideologie. Credo che in questo sia il futuro della politica". A parlare e' Pietro Taricone, che ieri sera si e' presentato nello stabile occupato di via Napoleone III per la conferenza 'Nicola Bombacci e la sinistra fascista', un incontro con Francesco Mancinelli, di 'laboratorio Perimetro' e il rettore della Libera Universita' 'San Pio V' di Roma, lo storico Giuseppe Parlato, tra i maggiori esperti dell'argomento. Vederlo nella gremita sala conferenze di CasaPound e' stata una sorpresa anche per gli organizzatori, che proprio contro quel 'Grande Fratello' che nel 2000 aveva dato la notorieta' a Taricone avevano messo a segno una clamorosa azione nel 2008, assaltando, al grido di 'La casa non e' un gioco', la 'bolla', la tensostruttura costruita a Ponte Milvio per ospitare gli aspiranti concorrenti, per rivendicare il diritto alla proprieta' della casa e chiedere l'introduzione del 'mutuo sociale'.

"Ero curioso - ha spiegato Taricone all'ADNKRONOS - Seguo CasaPound da tempo e mi piace il suo approccio fattuale alle cose. Credo che l'impegno su azioni concrete che parta dai giovani sia il futuro in una societa' in cui i partiti sembrano sempre piu' scatole vuote, scollegate dalla societa'".

A Taricone e' piaciuta l'iniziativa del tavolo sull'omofobia che Cpi ha promosso con Paola Concia e alcune componenti del movimento glbt, cosi' come l'impegno nei confronti della popolazione abruzzese colpita dal terremoto. E a chi gli chiede ''ci verresti a CasaPound a fare un incontro sul 'Grande Fratello'? risponde ridendo: ''Si', ci verrei. Sarebbe catartico''. (Zla/Ct/Adnkronos)

giovedì 10 dicembre 2009

Una nuova tartaruga...


...turberà le sicurezze e le coscienze nella provincia!

mercoledì 2 dicembre 2009

Frustrati e reazionari,i Sogni non si sgomberano.

Il primo Dicembre 2009 vengono sgomberate a Napoli 2 strutture occupate. Una è l'HMO (Hic Manebimus Optime) occupazione dei ragazzi partenopei di CasaPound Italia,occupata il 12 Settembre e da pochi giorni inaugurata in una festa popolare (popolare perchè i cittadini del quartiere vi hanno preso parte). L'altra occupazione,della Rete Antifascista è una ex scuola sempre nello stesso quartiere,occupata esplicitamente per far vivere il quartiere in una situazione di tensione che noi vorremmo veder confinata nelle pagine buie degli anni settanta. Una occupazione quella antifascista di pura marca reazionaria. Si ritorna sempre al solito discorso di chi non può e non sa proporre soluzioni e proposte e vive grazie al lavoro degli altri. Gli altri i ragazzi di CasaPound Italia Napoli invece hanno trasformato un posto enorme,buio,sporco e spettrale in un punto di riferimento per i ragazzi e i bambini del quartiere,emblematiche le foto della loro festa d'inaugurazione. Il popolo nonostante le aggressioni e le intimidazioni degli antifa portate all'HMO e ai suoi militanti ha dimostrato solidarietà e vicinanza concreta al PROGETTO portato avanti da CasaPound Italia. Rivoluzionaria perchè propositiva e novità assoluta nel panorama partenopeo l'occupazione dell'HMO. Ai ragazzi di Napoli posso solo dire che i Sogni e le Idee non si sgomberano. Gli antifa volevano cacciarvi e non ci sono riusciti. Volevano mettervi contro il quartiere e non ci sono riusciti. E' intervenuta la polizia che ha cacciato anche loro. E loro esultano. Frustrati e reazionari.