venerdì 29 gennaio 2010

10 Febbraio: la verità non può essere infoibata!


Sensibilizzare e Agire: questi i due verbi scelti per la terza edizione della manifestazione virtuale "10 Febbraio: La verità non può essere infoibata" organizzata dall'Associazione di Promozione Sociale CasaPound Italia, in collaborazione con Novopress Italia, NoReporter e Radio Bandiera Nera.

Sensibilizzare: nei confronti di un argomento tra i più scomodi, che vede un Paese uscire con passo incerto dalla foschia della censura culturale tesa a nascondere la verità storica di una delle più grandi tragedie nazionali, un vero e proprio genocidio italiano, un'operazione sistematica di pulizia etnica perpetrata ai danni della popolazione italiana del Nord-Est, che ha dovuto subire rastrellamenti, deportazioni, torture e esodi di massa.

Agire: in ogni sede, dalle istituzioni politiche alla scuola, si tende ad insabbiare con troppa disinvoltura i lati oscuri del proprio passato mediante la minimizzazione dei tragici eventi che a partire dall’8 settembre 1943 colpirono la comunità italiana di Istria, Dalmazia e Friuli-Venezia Giulia.
CasaPound Italia riconosce come propria la cultura che si fa azione. E' per questo che l'Associazione organizza su tutto il territorio nazionale conferenze, fiaccolate, manifestazioni a sostegno della verità storica, sopratutto quando si tratta della memoria traballante di chi vuole a tutti i costi dimenticare; è per questo che anche la rete, canale tra i piu' importanti per la diffusione delle idee, viene da tre anni a questa parte coperta dalla nostra azione.

In un Paese sull’orlo di una crisi che fa impallidire la memoria storica di chi ci ha preceduti; in una terra ai limiti del collasso, in cui forze fresche hanno deciso di alzare la testa, l'affermazione “LA VERITA’ NON PUO’ ESSERE INFOIBATA” è un atto rivoluzionario.

Mercoledì 10 febbraio 2010 alle ore 11 centinaia di siti internet, blog e forum corredati di Tricolore listato a lutto osserveranno un’ora di silenzio nel rispetto dei connazionali caduti per mano degli assassini titini e manterranno il lutto per le ventiquattr'ore successive.

Manifesta con noi, dai voce alla tua volontà di ricordare.

E' richiesto il massimo grado di partecipazione, unitamente alla consapevolezza di essere parte di un organismo chiamato Nazione.


Casa Pound Italia [ http://www.casapounditalia.org ]
Radio Bandiera Nera [ http://www.radiobandieranera.org ]
Novopress Italia [ http://it.novopress.info ]
No Reporter [ http://www.noreporter.org ]

3 commenti:

  1. Io non Scordo!

    alessio
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  2. neanch'io. L'Italia è amica di Israele!
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  3. Dal marzo 2004, il 10 febbraio è stato scelto come giornata nazionale ‘del ricordo delle foibe’, giornata in cui viene sostenuta e diffusa con maggior vigore la falsità storica secondo la quale, in Venezia Giulia, Istria e Dalmazia, i partigiani slavi con la collaborazione di partigiani comunisti avrebbero ucciso e gettato dentro fosse naturali, le foibe appunto, migliaia e migliaia di uomini donne e bambini, uccisi per il solo fatto di essere italiani.
    Questa menzogna inventata inizialmente nel 1945 dai fascisti della X Mas del golpista Borghese è stata negli anni successivi ripresa e amplificata da vari scribacchini, la maggior parte dei quali appartenevano o appartengono tuttora ad associazioni o partiti irredentisti, nazionalisti e fascisti.
    La loro versione ha gonfiato a dismisura il numero dei corpi effettivamente ritrovati nelle foibe, (Gasparri è arrivato a sostenere che gli infoibati fossero milioni) includendo nelle vittime i soldati morti sui campi di battaglia, i civili morti sotto i bombardamenti, uomini arrestati e poi rilasciati e ripetendo inoltre più volte gli stessi nomi all’interno dello stesso elenco.
    I sostenitori del mito delle foibe, si sono ben guardati dal dire che i corpi effettivamente ritrovati, alcune centinaia, appartenevano a uomini e donne del regime fascista o del regime d’occupazione tedesca, che ha controllato la zona dopo l’8 settembre del ‘43, o comunque erano i corpi di quegli informatori e quelle spie che per poche lire vendevano la vita di slavi, ebrei, partigiani e oppositori politici.
    Non furono quindi gettati nelle foibe questi uomini e donne ‘sol perché italiani’, come ripete ossessivamente la propaganda del giorno del ricordo, questi uomini furono uccisi piuttosto ‘proprio perché fascisti e nazisti’. E quindi hanno fatto bene.
    Non c’è stato quindi nessun tentativo di pulizia etnica ad opera di partigiani slavi, si è trattato piuttosto di vari episodi di vendetta e giustizia popolare contro quanti per più di vent’anni si erano resi responsabili di arresti, torture, stupri, omicidi, incendi di interi villaggi e dell’internamento di migliaia di civili in campi di concentramento (come ordinava la ‘famigerata’ circolare 3c del gen. Mario Roatta).
    Ancora una volta, un tentativo di riscrivere, stravolgendolo, un momento della nostra storia: un’operazione per far passare i fascisti per vittime patriote, uccisi solo perché italiani, e i partigiani per dei mostri sanguinari.
    Un revisionismo favorito, negli ultimi anni, anche da uomini della sinistra istituzionale: pensiamo tra gli altri a Bertinotti che ha dato credito alla menzogna delle foibe, condannando simili episodi; a Violante, che ha invitato a riconoscere la buona fede dei combattenti di Salò o a Giampaolo Pansa che ha stravolto episodi di violenza e vendetta popolare contro fascisti e collaborazionisti dipingendoli come atti di ferocia gratuita.
    Per questo, non c’è da meravigliarsi che in parlamento sia stata proposta una legge che mirava ad equiparare partigiani e combattenti di Salò, e a concedere quindi a questi ultimi anche delle pensioni di guerra.
    È evidente che è anche grazie a queste operazioni revisioniste che tentano di ridare dignità e rivalutare il fascismo, criminalizzando la lotta partigiana, che fascisti vecchi e nuovi sono potuti negli ultimi anni uscire dalle fogne e hanno potuto risollevare i tombini per svolgere al meglio il loro ruolo di cani da guardia degli stessi padroni, indicandoci gli stranieri e i ‘diversi’ come i nemici da combattere, per distogliere la nostra attenzione dai reali responsabili della miseria quotidiana che subiamo.
    I padroni e i palazzinari li ringraziano, sovvenzionano le loro sedi e le loro associazioni, li fanno difendere in piazza dalla polizia e assolvere nei tribunali dalla magistratura.
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